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Scritto da Aloisa Clerici
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“Nuvole Barocche” è il primo lavoro della Compagnia Carrozzeria Orfeo ed è ispirato all’omonimo album e alla canzone “ Le nuvole” di Fabrizio De André. Tre giovani attori, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Luca Stano rappresentano una pièce teatrale ispirata alla poetica del celebre e celebrato cantautore genovese, nella triplice veste di attori-drammaturghi-registi. Nel 2007 si diplomano alla Nico Pepe di Udine, e sono già pronti a dar vita ad un progetto comune, mirato ad alimentare l’interesse del pubblico attraverso il racconto di storie alla portata di tutti. Già giunti in finale a due premi Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e “Nuove Sensibilità”, ricevono da entrambi una menzione speciale dalla giuria. “Nuvole Barocche” va in scena a Milano all’ATIR, Teatro di Ringhiera, fino a domenica 13 dicembre. Il debutto di ieri sera, è preceduto da una presentazione dove viene indicata la presenza significativa in sala di Dori Ghezzi, sostenitrice dello spettacolo a cui ha conferito il patrocino morale della Fondazione Fabrizio De Andrè.In primo piano la storia di tre ragazzi di ventisette anni, vecchi amici, che decidono di rapire un bambino perché hanno bisogno di denaro. Sullo sfondo scorre l’estate del 1979, l’anno buio dei sequestri e di quello di De Andrè-Grezzi. La scena è ambientata in uno scantinato dove sedie, giornali, un materasso e un fornellino disegnano un quadro a tinte cupe, che però sin dai primi momenti viene bilanciato dalla vitalità interpretativa dei tre personaggi. Una giostra di dialoghi ben ritmati, coreografie dinamiche e sincronismo gestuale diverte il pubblico, ammirato dall’indiscutibile preparazione atletica di quello che sembra essere un corpo a tre teste: Pier, Beppe e Nico. Tre teste per altrettante caratteristiche: emarginazione, alcolismo e anarchia. Sono queste le principali tematiche che collegano i tre ragazzi a De Andrè. La loro inquitudine è raccontata con ironia, ma emergono disillusione, perdita di valori e identità di una generazione di periferia urbana dove degrado e ferite non lasciano scampo. E le loro anime rimangono in bilico tra implosione ed esplosione, come nuvole gonfie di rabbia e dolore pronte a scoppiare in lacrime di pioggia, pur di riscattarsi. Verso l’epilogo, l’intenzione di generare colpi di scena risolutivi in una sorta di “gioco delle tre carte” attenua la brillantezza iniziale e il ritmo cala, la logica drammaturgica tende a confondersi nel rimbalzo di ruoli e identità, ma resiste. Pur rivelando alcune disattenzioni dovute ad un’innocua immaturità, Carrozzeria Orfeo crea un interessante gioco di specchi pieno di energia e voglia di fare, La poetica di Faber, contraddistinta dall’umanizzazione di figure socialmente emarginate si riflette sui tre personaggi, che da sequestratori, diventano a loro volta sequestrati. Un omaggio vivo e onesto al poeta a dieci anni dalla scomparsa e a trenta dal sequestro, un’occasione diversa per evocarlo senza cadere nella retorica. Applausi e consenso del pubblico. Dori Grezzi, al termine della rappresentazione, sale sul palco a fianco dei tre teatranti e si complimenta sentitamente, in particolare per essere riusciti a mettere in luce l’aspetto ironico dello spirito del cantautore.La serata si conclude con un intervento musicale di Damino Fiorella (rivelazione della terza edizione di X Factor) che ha cantato pezzi noti firmati De Andrè, dove spiccano Amore che vieni amore che vai, Canzone dell’Amor Perduto, Geordie, Se ti tagliassero a pezzetti, Crueza de mä Accompagnamento dalla Nuova Orchestra "da camera" della Città vecchia: Diego Maggi (pianoforte e tastiere), Claudia Zannoni (basso e voce) e Frank Ferrara (fiati e voce).
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