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Laura Antonelli, il sogno proibito
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Scritto da Riccardo Strada
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 Tutti sogniamo, si sa, e i sogni, si sa, rappresentano una parte fondamentale e intima di noi, un aspetto nascosto e privato che si svela e ci svela lati “altri”, paralleli e inconsci che a volte raccontiamo allo psicoanalista, altre li teniamo riservatamente per noi, altri ancora li abbiamo dimenticati già di primo mattino. Alle volte però si verificano strani fenomeni di massa, nascono persone capaci di colpire l’immaginario anche più segreto di ognuno di noi ma con forza e intensità tali da riuscire a estendersi a macchia d’olio, a bussare a una a una alle nostre menti, alle nostre fantasie, ai nostri sé più gelosamente custoditi fino a diventare degli idoli collettivi. E così nascono i “sogni generazionali”.
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Scritto da Marco Melillo
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 A volerci quantomeno provare, si andrebbe lontano; sino a perdersi. Tentare di analizzare le tematiche trattate nei testi delle canzoni, provare a farne catalogazioni, approssimare soluzioni ed evidenziarne analogie. Ci si perderebbe e lo si farebbe in fretta. Tra storie di amore, proclami e manifesti; dichiarazioni ed egocentrismo. Vuoi anche per le produzioni discografiche sconfinate e la facilità di reperirle, vuoi per la ripetitività degli argomenti trattati. Qualcuno disse che se si vogliono leggere belle parole, si deve citofonare ai Poeti, quelli veri; se si vogliono conoscere Personaggi e Io narranti in cui intravedere il mondo, è meglio rivolgersi ai Romanzieri, quelli seri. Ai cantanti si deve chiedere meno, probabile. Tre minuti di svago, mezz’ora di sottofondo frantumanoia, si spera. Forse è una questione di affascinante limite espressivo della canzone che privilegia assonanze e paratassi a fluidità e sviluppo delle tematiche, strozzandole sul nascere. Lasciandole intravedere e riducendole a Bonsai di se stesse.
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Libertà di una farfalla, il sogno di Papillon
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Scritto da Mirna Begnini
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Io sogno, tu sogni, egli sogna… Tutti noi sogniamo! Di notte oppure a occhi aperti. Possono diventare numeri giocati al lotto oppure dar vita a interpretazioni. Molti sogni svaniscono in fretta, al risveglio della mattina. Altri invece guidano le nostre azioni, determinano le nostre scelte e diventano uno scopo da perseguire. Sono stati in molti a trasformare i propri sogni in azioni concrete per cambiare qualche cosa: smuovere opinioni consolidate, proporre nuove idee, andare oltre dei limiti… oppure semplicemente cambiare ciò che non va nella propria vita. Come nel caso di un uomo, sarebbe meglio dire il protagonista di un libro, che ha fatto del suo sogno di libertà la propria ragione di vita. Un desiderio, un fuoco che gli ardeva dentro talmente forte da spingerlo ad azioni che potrebbero considerarsi folli e pericolose – più volte ha anche messo a rischio la sua stessa vita – per raggiungere la tanto agognata libertà. Potrebbe sembrare l’azione di un pazzo, ma è difficile comprendere l’importanza della libertà se non ne siamo privati… e solo in quel momento il sogno comincia a prendere corpo nei modi più disparati e coraggiosi.
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Che fine ha fatto Baby Jane?
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Scritto da Riccardo Strada
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 Nel 1962 Robert Aldrich realizza Che fine ha fatto Baby Jane?, un film, come lui, cinico e duro, che osserva con occhio spietatamente realistico l’ascesa e il cupo declino di un sogno e di un’esistenza, di un “mito” che perde pian piano gli aspetti più romanticamente onirici che lo caratterizzano per corrodersi sempre di più al fatale contatto con una realtà tanto mortifera quanto ineluttabile che saprà rifletterci per quello che siamo, noi con i nostri sogni, più nudi che mai. Il film, epigono tragico del nero ritratto di Hollywood dipinto da Billy Wilder dodici anni prima con Viale del tramonto, affronta senza falsi pudori il tema della vecchiaia, delle conseguenze patologiche che il suo rifiuto può comportare e ancora una volta del sogno del cinema e non solo, capace di distruggere senza pietà le stesse stelle che per lungo tempo aveva esaltato, il tutto attraverso la storia di due anziane sorelle, Jane e Blanche Hudson e del rapporto oscuro e masochistico che le lega, costrette a vivere sole in una vecchia villa, isolate dal mondo e perdute nei ricordi.
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Intervista ad Ottavia Piccolo
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Scritto da Riccardo Strada
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- Come descriverebbe ai lettori chi è Ottavia Piccolo?
Beh… adesso devo dire come una signora di una certa età, ma invece continuo a vedermi e pensarmi come una ragazza che ha fatto del suo lavoro ormai più che quarantennale un motivo di vita, e questo credo sia il tratto più saliente, quello cioè del lavoro fatto con passione e con amore. Per il resto penso di poter dire di essere una persona molto normale e molto tranquilla con questa particolarità di aver fatto sempre una vita sul palcoscenico o davanti ad una macchina da presa o a una telecamera senza che questo mi abbia “dirottata”, forse perché cominciando molto giovane sono stata immunizzata dal veleno della popolarità, del successo perché è avvenuto tutto molto naturalmente per cui non ho rincorso nulla e poi anche grazie ai miei genitori che erano delle persone comuni e quindi non c’è mai stata la ricerca del successo, del divismo o del denaro nelle scelte che riguardavano il mio lavoro, tutto è avvenuto molto naturalmente.
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Scritto da Administrator
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Cabala Fonetica (Milano) Despo, Plan, Jash e Pow, tre mc's un producer.Il disco, Chiaroscuro uscito a settembre 2007, 15 tracce in cui intervengono come ospiti Sean Martin, Lord Madness e Kento, Blumi, Kup.
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